Foto storiche

Da viale Toledo un antico tratturo, ormai asfaltato, conduce ad una imponente costruzione costituita da ben tredici trulli. Questa antica dimora vanta il trullo più grande e più alto (oltre 11 metri) di tutta la Selva di Fasano, conosciuto con il nome di "Regina Grande della Selva". Intorno a questo cono sorgono per “gemmazione” altri dodici trulli di varie altezze. Da qui il nome della residenza: "Corte della Regina". Dagli atti dell'Archivio di Stato di Lecce risulta che la costruzione ebbe inizio verso la fine del 1700 e fu poi completata in tre fasi successive nell'anno 1869, come attesta una pietra con la data scolpita, posta nella pavimentazione a "chianche" sul piazzale, in corrispondenza dell'ingresso del trullo della Regina. Nell'impianto del Vecchio Catasto Rustico del 1830 è indicato come proprietario don Ferdinando Reale. Durante i primi anni dell’Ottocento, in questa dimora era allestita una delle chiesette più complete della Selva. Sull'aia si svolgevano i festeggiamenti in occasione delle sagre religiose e i ragazzi della contrada si divertivano gareggiando fra loro con i fuochi “d'artifizio”, acquistati nella bottega di Bernardino Ferrara, detto U' Zigarolle. Durante il Risorgimento, per la sua posizione e la folta vegetazione la Selva di Fasano ha ospitato le riunioni segrete dei Carbonari. Dagli inizi del Novecento, per oltre quarant'anni  "Corte della Regina" fu di proprietà della famiglia Lissona. La costruzione era anche conosciuta in loco come “casa di caccia”, infatti già con i Conti Altavilla di Conversano (intorno al 1050) e poi nel XIV secolo quale feudo dei Cavalieri di Malta, la Selva era considerata una zona ricca di caccia. In seguito, gli eredi dei Lissona divennero molto numerosi e qualcuno anche indigente, pertanto il 9 dicembre 1947 un atto notarile attesta che la proprietà fu aggiudicata all'incanto alla famiglia Tiberino per la somma di 730 lire con il "sistema di estinzione della candela vergine". Tale metodo prevedeva offerte al rialzo di 10 lire per volta, fino a che la candela fosse rimasta accesa. La dimora è stata successivamente acquistata dal dottor Alberto De Cambio nel 1968, la cui famiglia è tuttora proprietaria.

 

 

 

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